GLI EDITORIALI

IL 2012 È STATO UN ALTRO ANNO DI SOFFERENZA PER IL MERCATO IMMOBILIARE IN SARDEGNA.

IL 2012 È STATO UN ALTRO ANNO DI SOFFERENZA PER IL MERCATO IMMOBILIARE IN SARDEGNA.
E’ questo il verdetto del rapporto annuale FIMAA, reso pubblico di recente. L’attenta analisi del settore ha condotto alla rilevazione dei vari fattori che, in misura più o meno importante, hanno contribuito al prolungarsi della fase discendente del settore, che nell’Isola è iniziata nel 2007. CRISI ECONOMICA. Nella diminuzione del numero delle compravendite immobiliari ha rivestito un ruolo determinante l’incertezza della situazione economica locale, cui ha contribuito l’aggravarsi della crisi finanziaria internazionale a partire dall’estate del 2010. MUTUI. Legato a quest’ultima, è la difficoltà di ottenere un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. Con l’intensificarsi della crisi finanziaria infatti gli istituti di credito, hanno scaricato su imprese e famiglie i costi derivanti dall’aumento della provvista e dell’incertezza: gli spread applicati ai nuovi contratti di mutuo ipotecario sono stati aumentati e si mantengono ben al di sopra della media europea. Il livello degli spread oscilla oggi tra 2,45% ed il 3,35% (alla fine del 2009 il range era 1,55%-2,25%). Secondo gli ultimi dati disponibili, a Cagliari nel primo semestre 2012 il crollo dei mutui erogati non ha precedenti nella recente storia creditizia. COSTO DEL DENARO. In Sardegna, il denaro costa circa 1,20% in più che nel resto d’Italia: la Regione ha dati relativi alle sofferenze e alle insolvenze maggiori rispetto ad altre zone d’Italia, ciò si riflette nell’aumentato onere per i finanziamenti, compresi quelli assistiti da garanzia reale. IMU. L’introduzione dell’Imposta Municipale Unica (IMU) ha contribuito nella prima parte del 2012 al rallentamento del mercato immobiliare: c’è ancora più prudenza nei potenziali acquirenti, in particolare per le “seconde case”, e preoccupazione per i proprietari di abitazioni non utilizzate INTERESSE INVESTITORI STRANIERI. Nel passato prossimo, si è manifestato un crescente interesse degli investitori stranieri, attratti dalle bellezze naturalistiche della Sardegna – in particolare del sud -, dal suo clima mite, dalla ricchezza del patrimonio enogastromico e incremento dei collegamenti aerei. La combinazione di questi fattori ha frenato il potere di acquisto, e quindi la capacità di investimento, soprattutto delle giovani coppie. Questo malgrado la “prima casa”, che ancora rappresenta il principale e spesso unico investimento di una famiglia nascente, goda di un regime tributario di favore in quanto esente da imposte sul reddito e sul patrimonio e soggetta a ulteriori agevolazioni fiscali (ad esempio la detrazione degli interessi sui mutui). Il che ha provocato, soprattutto nella provincia di Cagliari, una forte diminuzione del numero di compravendite, riferita in particolare alle abitazioni di categoria “media” e “medio piccola” e a immobili secondari, determinando un progressivo calo dell’indice IMI, la cui analisi mostra come a in tutta la Sardegna l’intensità del mercato sia più alta nei comuni limitrofi che nei capoluoghi. Questi infatti, oltre ad avere prezzi più accessibili sul nuovo e sull’esistente, permettono di scegliere tipologie di abitazione introvabili nelle grandi città (case indipendenti, villette a schiera, porzioni di bifamiliare, minicondomini, ecc). Se la crisi del merxcato immobiliare viene data per scontata anche nel 2013, qualche piccolo segnale di incoraggiamento c’è e consiste nel ridimensionamento dei prezzi nella provincia di Cagliari